Carol, di Todd Haynes
Il regista Todd Haynes torna al cinema degli affetti al femminile, forse quello che da sempre gli riesce meglio. Carol non è una storia d’amore, ma un delicatissimo affresco di affetti, che si intrecciano. Il sentimento è il cardine del film, attorno al quale ruotano diversi personaggi, che da questo sono spinti ed attratti. La regia li sfiora, lieve e mai invasiva, ricordando la Nouvelle Vague francese, ma anche la fotografia di Vivian Maier, in alcune inquadrature. La stessa Therese (Rooney Mara) afferma di aver una certa apprensione, quasi paura, ad immortalare le persone, eppure proprio le sue foto sembrano quelle che meglio colgono l’essenza di Carol. Non è solo l’affermazione di una ragazza che si appresta a diventare donna, ma anche la dichiarazione d’intenti del regista.
Le due protagoniste principali sono incantevoli e perfette nei loro ruoli. Il personaggio di Carol è costruito fin nei minimi dettagli e la bravura di Cate Blanchett si estrinseca proprio in questi: la gestualità, la camminata e l’atteggiamento. Al contrario, la mimica facciale è controllata e mostra solo il dovuto, come immagino doveva essere una donna come Carol al tempo suo. Il fascino che traspare da Therese, infine, non può non ricordare le interpretazioni di Anna Karina, volto simbolo dei film di Godard.
Voto: 8
[…] a due fra Cate Blanchett per Carol e Brie Larson per Room. Vincerà la prima, non nutro grandi dubbi. Va bene così: la sua Carol è […]